
Per preparare questa ricetta bisogna innanzitutto dimenticarsi di togliere dal congelatore delle fette di tonno, ricordarsene quando si è ancora fuori casa bloccati nel traffico ed avere a cena degli amici senza altro in frigo da preparare.
Ciò premesso, si prendono le fette di tonno ancora surgelate, le si tagliano a filettoni con un coltello ben affilato (occhio al verso del taglio, sennò si disintegrano nella cottura) e si mettono a scongelare in una terrina larga (non devono toccarsi tra loro). Nella terrina si mettono: salsa di soia (meglio quella da marinatura, se la trovate), olio di oliva, succo di limone, scorza d'arancio essiccata e macinata. Lasciate riposare a temperatura ambiente per un'ora, girando i filettoni sui quattro lati ogni dieci minuti.
Quando sarà il momento di cuocerli, scaldate molto calda una padelle antiaderente (non una griglia) e cuocete i filettoni un lato per volta. Non preoccupatevi se al centro non saranno ancora completamente scongelati quando le mettete in padella, alla fine verranno perfetti, appena rosa. Se volete, quasi a fine cottura, potete mettere in padella anche la marinatura (no sui filetti, colatela di lato verso il bordo caldo e fate evaporare) ed usarla come salsina da aggiungere (con modetrazione perché risulterà piuttosto densa e forte di sapore).
Io ho portato in tavola con della misticanza e delle fette di avocado non troppo maturo. Inutile dire che un vino bianco ben freddo non deve mancare.

Un pranzo un po' di corsa, con quello che c'era nel frigo: un avanzo di pollo grigliato, un avocado un po' troppo maturo. Mi sembrava poco ed ho aggiunto dei fagioli cannellini in scatola.
Olio d'oliva, sale e aceto balsamico. Risultato niente male ma i cannellini avrei dovuto sciacquarli meglio (era rimasto un fondo del liquido di conservazione).
25. febbraio 2011 19:36
di Alessandro Nasini
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Adoro il finger food e spesso ce lo concediamo anche a casa. Qusti sono quelli che i bimbi chiamano "rotolini" da quando erano troppo piccoli per usare altri termini. E' il modo con il quale - giocando con il cibo - hanno imparato a mangiare un sacco di cose che altri loro coetanei schifano.
I rotolini sono tortillas (se abbiamo tempo, fatte in casa da noi, sennò quelle belle e pronte) riempite con quello ci viene in mente.
Questa volta il riempimento era pollo fatto a striscioline e gligliato (con un po' di erbette e spezie varie), avogado, lattuga, panna acida (trovata incredibilmente al supermercato) e tabasco verde. Occhio a quanto tabasco mettete, quello verde è veramente potente.

Sere fa avevamo voglia di "mare" (e voglia di vacanze) e poca voglia di uscire; si stava talmente bene a casa con la brezza fresca che l'idea di chiuder casa, mettersi le scarpe, prendere la macchina... proprio non c'era.
Nel congelatore, sul lato ittico, poche alternative: o trote (regalo di un amico pescatore) o gamberi. Le trote non si faceva in tempo a scongelarle, abbiamo optato per una padellata di gamberi con riso pilaf. Al momento di dare il via, mi so detto: "ma davvero ho voglia di riso pilaf?" La risposta è stata "no". Ve la faccio breve, che state tutti preparando i bagagli per partire, ecco cosa ho fatto.
I Gamberi li ho ho messi a lessare al vapore (in terrazzo) con la vaporiera. le salse di accompagno che ho preparato sono queste:
Salsa di friggitelli. Ho preso sei friggitelli (i peperoni verdi napoletani), li ho lavati, tolto il gambetto, tolti i semi, messi nel frullatore con olio, sale ed una punta d'aceto.
Salsa di ceci. Ceci bolliti in scatola, ho tolto la pelle (basta strusciarli con le mani), messi nel fullatore con olio, sale ed un goccio d'acqua (serve, sennò viene una purea troppo densa).
Salsa di pomodoro. Pomodori rossi maturi (io avevo dei Sammarzano), tolti i semi, tolta la parte acquosa, frullati con olio e sale.
Salsa guacamole. Mezzo avocado un po' triste che avevo in frigo, olio, sale ed un pochino di erba cipollina fresca (che coltivo in vaso senza riuscire mai ad usarla). Tutto nel frullatore finchè spariscono i grumi.

Il gamberi li abbiamo mangiati con le mani, come ho fatto in Messico in una bellissima vacanza di qualche anno fa, pucciando il gambero sgusciato nelle varie salse. E accompagnando la cena con birra ghiacciata.

Dopo tre giorni di riso in bianco per far compagnia al figlio con 40 di febbre non ne potevamo più. Ci voleva qualcosa di sfizioso e - magari - un po' colorato.
Ho scongelato nel microonde delle entrecote (non è proprio il trattamento migliore, lo so) e le ho cotte sulla piastra ben calda lasciendole al sangue. Niente olio e niente sale in cottura, mi raccomando. Una volta cotte le ho lasciate freddare, pulite del grasso (tutto il possibile, non erano bellissime) e tagliate a strisce sottili, un po' come fosse una tagliata ma alte meno di mezzo centimetro.
Ho condito la carne tagliata in una terrina con olio d'oliva, un pochino di sale, origano abbondante (sarebbe stato meglio origano fresco ma le ultime alluvioni me lo hanno ammazzato) e qualche goccia di aceto balsamico. Ho lasciato riposare il tutto per una mezz'ora rigirando di tanto in tanto. Nel frattempo ho pulito due avocadi maturi, li ho tagliati a cubetti e conditi con olio d'oliva ed un pizzico di sale. Ci sarebbe bene anche del pepe, ma il figlio febbricitante non avrebbe gradito. Per finire, ho lavato, tagliato a metà e salato appena (niente olio) dei pomodorini.
In tavola è arrivato tutto separato; solo nel piatto ho aggiunto un filo d'olio ai pomodorini ed altro aceto balsamico alla carne. Non era niente male.