6. settembre 2012 21:43
di Alessandro Nasini
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Mi erano avanzate delle patate lesse, ma troppo poche per farne un contorno per quattro. Allora ho deciso di farne una tortilla di patate: un po' come quella spagnola, ma con una piccola variante. Si comincia tagliando a cubetti (diciamo circa un centimetro) le patate e rosolandole bene in padella con metà olio d'oliva e metà burro. Si aggiungono sale, pepe e - se vi piace - un cucchiaino di curcuma, che oltre a dare un bel colore giallo carico alle patate aggiungerà un saporino particolare, quasi esotico.

Quando le patate saranno ben rosolate, toglietele dalla padella e mettetele da parte. Le uova vanno sbattute per bene ma senza arrivare a farle "montare", aggiungendo un pizzico di sale, pepe e circa un cucchiaio di latte per ogni uovo.

Per fare la tortilla procedete così: versate circa un terzo delle uova (io ho fatto la tortilla con 10 uova in una padella da 26cm) nella stessa padella in cui avete rosolato le patate coprite con un coperchio, tenendo a fuoco basso, e fate rapprendere la frittata (per ora questo è). Aggiungete ora le patate, disponetele per bene lasciando un bordo vuoto di 2-3 centimetri e solo ora coprite tutto con le uova sbattute rimaste.

Se avete una padella con il manico da forno, mettete a cuocere in forno per 10 minuti a 160°, se invece la padella ha il manico di plastica (come la mia) rimettete il coperchio e fate cuocere a fuoco basso fino al grado di cottura che preferite. Io l'ho poi servita con una insalata di pomodori, che secondo me (hanno ragione gli spagnoli) ci sta veramente bene.

Rapida, fresca e gustosa. Regge anche bene il frigo per una giornata, basta aggiungere il tonno sott'olio solo all'ultimo per evitare che si secchi e scurisca.

Se pensate alla pizza marinara siete sulla buona strada. Però qui caliamo l'asso, aggiungendo una manciata di capperi.
La preparazione è semplice ma deve essere eseguita al cronometro. Si comincia scaldando una padella antiaderente, sul cui fondo va sparso un cucchiaino da the di zucchero di canna e due pizzichi di sale fino. Questa dose va bene per una padella da 30cm, se cresce la padella aumentate le dosi di zucchero e sale in proporzione.
Tagliate dei pomodorini a metà (quelli tondi sono perfetti) ed adagiateli nella padella solo quando sarà ben calda. Non toccate i pomodorini fino a quando il calore non li avrà fatti appassire e vedrete lo zucchero caramellare sui bordi. A quel punto spengere, schiacciate un po' i pomodorini con un mestolo (non girateli!) ed aggiunegre aglio fresco a pezzetti, una manciata di capperi sotto sale (sciacquati bene), dell'origano (possibilmente fresco) e dell'olio di oliva. Lasciate riposare così per una decina di minuti.
Lessate degli spaghetti (se avete degli spaghettoni o vermicelli è ancora meglio) e scolateli molto al dente. Rovesciateli nella padella (dove avrete riacceso il fornello) e mantecate rivoltando la pasta con delicatezza per non smontare i pomodorini. Se vi sembra si asciughi troppo, aggiungete un cucchiaio o due di acqua di cottura della pasta.

Si, buone le paste fredde, le insalate di riso, le insalatine. Però ogni tanto, un piatto di pasta caldo e succulento ci vuole, anche approfittando dell'improvviso ritorno del fresco (23°, in casa, alle otto di sera) magari in versione "estiva".
La amatriciana secondo me è perfetta: un cucchiaio d'olio al posto dello strutto, pomodori freschi anzichè quelli in scatola, un peperoncino appena colto al posto di quello essiccato. Il punto fermo rimane del buon guanciale: estate o inverno che sia.

Domenica niente mare, eravamo un po' scottati dal sole del giorno prima e siamo rimasti in casa in giardino, cercando di sfuggire al caldo micidiale. Nonostante il caldo l'appetito non è andato via e sono salito a casa per preparare delle frise.
Aprendo il pensile del pane ho visto però che ne avevo parecchio raffermo ed ho avuto una folgorazione:niente frise, pane cunzato. Ora, non se ne abbiano a male i siciliani per il sacrilegio, ma ne ho preparata una versione riveduta "alla romana".
Ho tagliato le fette di pane a pezzetti e li ho messi in una ciotola aggiungendo pomodori a pezzi, olive nere, cipolla tagliata sottile, olio, sale, origano ed un pochino d'acqua. Ho mescolato tutto con le mani, pastrugnando i pomodori per far uscire parte del succo. Quando il pane è diventato rosa per il succo dei pomodori ho rovesciato il tutto in una terrina e messo in forno ventilato a 180 gradi per 20 minuti.
Il profumo ed il sapore non sono descrivibili, una esplosione di cipolla e origano: dovete venire a mangiarlo la prossima volta che lo faccio (sarà molto presto).

Zucchine crude tagliate julienne, pomodori, ceci (in scatola, sciacquatibene), un filo d'olio, sale, qualche goccia di pimento verde. Se vi piace, un po' di buon aceto di vino bianco aggiunge feschezza (io l'ho messo).

Su Friendfeed è pieno di buongustai, molti dei quali animati da una sana passione per la cucina. La cucina vera, senza fronzoli, senza foto patinate scatatte per riviste e blog dopo che il piatto cucinato è ormai freddo e immangiabile. Ieri mattina, proprio da uno dei contatti che seguo, Demo - lo Scout, è venuta una ricetta talmente gustosa già all'idea che ieri sera non ho potuto non prepararla.
Ecco la ricetta, così come Demo l'ha postata:
"@nasini: prendi una casseruola con coperchio, olio extravergine in abbondanza, butta le patate tagliate a fette e falle cuocere per 5 minuti. All'indoratura aggiungi un bicchiere d'acqua ed attendi altri 3-4 minuti. Poi in sequenza aggiungi le verdure: melanzane, friggitelli e cipolla. Dopo altri 10 minuti completa con pomodoro e zucchine. Ti consiglio di tagliare le verdure in pezzi grossi per evitare di farle spappolare. ;)"
Forse la patata un pochino mi si è spappolata (probabilmente perché le patate non erano della pasta adatta) ma il fricò era buonissimo.